Wednesday, September 20, 2006

Andrea's Version

Dialoghiamo, non aspettavamo altro che dialogare sulla nozione di jihad perché la situazione è tesa e non tutti la intendono nello stesso modo. Abbiamo letto con attenzione Gilles Kepel su Repubblica, che è uno che se ne intende. Dice Kepel: esistono due jihad. Il “grande jihad”, o jihad dell’anima, il quale consiste nell’essere il miglior musulmano possibile, nel resistere alle proprie pulsioni peccaminose e nello scacciarle. Per cui nel mondo musulmano si tende a una coincidenza tra virtù religiosa e virtù social-morale. Che per un inizio di dialogo va più che bene. Pensi solo, Kepel, che qui in Europa stiamo ancora a menarcela con la concupiscenza. Siamo dei veri maiali. Poi aggiunge che c’è “il piccolo jihad”. Una sciocchezza. “Specificamente la lotta armata per l’espansione dell’islam, vale a dire il ‘jihad offensivo’”. Ora, dialogo per dialogo, peccato per peccato, porcata per porcata e morale per morale, una cosa dobbiamo confessare a Kepel: qui in occidente, per ora, ci si sta cacando sotto per la questione più piccola.