Friday, September 29, 2006

Pochi ma buoni


Le uniche parole responsabilli della Cdl, sul tema dell'eutanasia, arrivano da Benedetto Della Vedova, Presidente dei Riformisti Liberali e Deputato di Forza Italia:
"Il richiamo drammatico e rigoroso di Piergiorgio Welby e le parole del Presidente Napolitano offrono al Parlamento un’occasione importante per affrontare una questione, quella dell’eutanasia, rimasta fino ad oggi negletta da parte di entrambi gli schieramenti politici per timore di non provocare fratture “interne”.I temi del testamento biologico, delle direttive anticipate e dell’eutanasia sono state da tempo affrontate dai legislatori di molti paesi europei e delle altre democrazie liberali: occorre che anche in Italia si arrivi ad una regolamentazione che faccia uscire l’eutanasia dalla diffusa pratica illegale – pietosa ma illegale – cui è confinata oggi.

Sunday, September 24, 2006

Barbarie di Stato II


Sua Santità, Benedetto XVI, ha detto che “di fronte alla pretesa, che spesso affiora, di eliminare la sofferenza, ricorrendo perfino all'eutanasia, occorre ribadire la dignità inviolabile della vita umana, dal concepimento al suo termine naturale”. Ma che cosa c’è di “naturale” in una sala di rianimazione? Che cosa c’è di naturale in un buco nella pancia e in una pompa che la riempie di grassi e proteine? Che cosa c’è di naturale in uno squarcio nella trachea e in una pompa che soffia l’aria nei polmoni? Che cosa c’è di naturale in un corpo tenuto biologicamente in funzione con l’ausilio di respiratori artificiali, alimentazione artificiale, idratazione artificiale, svuotamento intestinale artificiale, morte-artificialmente-rimandata? Io credo che si possa, per ragioni di fede o di potere, giocare con le parole, ma non credo che per le stesse ragioni si possa “giocare” con la vita e il dolore altrui.
Piergiorgio Welby

Napolitano


Caro Welby,
ho ascoltato e letto con profonda partecipazione emotiva l’appello che lei ha voluto pubblicamente rivolgermi. Ne sono stato toccato e colpito come persona e come Presidente.
Lei ha mostrato piena comprensione della natura e dei limiti del ruolo che il Parlamento mi ha chiamato ad assolvere, secondo il dettato e lo spirito della nostra Costituzione.
Penso che tra le mie responsabilità vi sia quella di ascoltare con la più grande attenzione quanti esprimano sentimenti e pongano problemi che non trovano risposta in decisioni del governo, del Parlamento, delle altre autorità cui esse competono. E quindi raccolgo il suo messaggio di tragica sofferenza con sincera comprensione e solidarietà. Esso può rappresentare un’occasione di non frettolosa riflessione su situazioni e temi, di particolare complessità sul piano etico, che richiedono un confronto sensibile e approfondito, qualunque possa essere in definitiva la conclusione approvata dai più.
Mi auguro che un tale confronto ci sia, nelle sedi più idonee, perché il solo atteggiamento ingiustificabile sarebbe il silenzio, la sospensione o l’elusione di ogni responsabile chiarimento. Con sentimenti di rinnovata partecipazione,
Giorgio Napolitano

Barbarie di Stato

Wednesday, September 20, 2006

(foto non richieste)

Scudetti imbarazzanti


Mughini, ore 22.46, Controcampo: "cos'è quella patacca sulla maglia dell'Inter"?

Buon senso comunista (strano a dirsi)


I dirigenti dell'unione eramo tutti concordi nel far gestire a Paolo Gentiloni (telecominicazioni), la patata bollente dell'affaire Telecom, il premier avrebbe semmai risposto al question-time fra una settimana.
Ma il vecchio Fausto, calatosi ottimamente nella parte del Presidente della Camera dei deputati, facendo sfoggio di un senso d'imparzialità fuori dal comune, (se pensiamo al simbolo del suo partito) ha auspicato un ruolo più diretto di Mr. Prodi. I colleghi hanno poi colto il messaggio.
Chi si aspettava un ruolo da Kapò, da parte di Bertinotti, nel rivestire il suo incarico alla Camera, si deve ricredere.
"Anzi, caro Fausto, so che in Italia stanno girando il film "la caduta del governo di Mr. Prodi", potrei proporla per un rinnovo del suo ruolo di Presidente della Camera". ET

Andrea's Version

Dialoghiamo, non aspettavamo altro che dialogare sulla nozione di jihad perché la situazione è tesa e non tutti la intendono nello stesso modo. Abbiamo letto con attenzione Gilles Kepel su Repubblica, che è uno che se ne intende. Dice Kepel: esistono due jihad. Il “grande jihad”, o jihad dell’anima, il quale consiste nell’essere il miglior musulmano possibile, nel resistere alle proprie pulsioni peccaminose e nello scacciarle. Per cui nel mondo musulmano si tende a una coincidenza tra virtù religiosa e virtù social-morale. Che per un inizio di dialogo va più che bene. Pensi solo, Kepel, che qui in Europa stiamo ancora a menarcela con la concupiscenza. Siamo dei veri maiali. Poi aggiunge che c’è “il piccolo jihad”. Una sciocchezza. “Specificamente la lotta armata per l’espansione dell’islam, vale a dire il ‘jihad offensivo’”. Ora, dialogo per dialogo, peccato per peccato, porcata per porcata e morale per morale, una cosa dobbiamo confessare a Kepel: qui in occidente, per ora, ci si sta cacando sotto per la questione più piccola.

Mausolei

Quando Berlusconi offrì un luculo del suo mausoleo a Montanelli.

Tatticismi


Ahmadinejad fa il tattico su Papa: "rispetto per Benedetto XVI" sostenendo che "le sue parole sono state mal interpretate". Furbo.
Intanto l'ayatollah Ali Khamenei attacava formalmente il Papa. accusandolo di essere "un ingranaggio del complotto sionista-americano". Spietato (o idiota fate voi). ET

p.s. -Egregio Dr. Khameini, semmai dovesse leggere questo articolo del mio blog, la prego di considerarne il contesto, non tragga conclusioni affrettate estrapolando concetti che, presi singolarmente, potrebbero essere fraintesi. cordiali saluti ET.

p.s. II. -Egregio Dr. Khameini, ho letto il suo commento all'articolo. Pur non conoscendo la sua lingua, dall'asplicito vocabolo jihad , posso intuire il tenore del messaggio. Per questo volevo dirle che "sono vivamente rammaricato per le reazioni suscitate da un breve passo del mio articolo "tatticismi" ritenuto offensivo per la sua sensibilità" ET XVI.

Maggioranza già in crisi


Dopo il voto che ha visto sconfitta l'Unione, Salvi (DS) ha imprecato contro i «dilettanti irresponsabili»: «Tra di noi c'è chi crede ancora che il centrosinistra abbia vinto le elezioni».
Ma a Palazzo Chigi oggi c'è Prodi. Tocca a lui evitare che il suo governo faccia la fine della barzelletta sui «due treni» citata ieri da Salvi per rappresentare la situazione: «Un casellante si accorge che due treni stanno viaggiando sullo stesso binario e rischiano la collisione. Allora, prima prova ad attivare lo scambio con il sistema elettronico, poi con quello meccanico, infine si precipita allo scambio manuale. Quando capisce che non c'è più niente da fare grida: "Nonno corri, vieni a vedere il botto"».
-Verderami corsera-

(foto non richieste)

Tuesday, September 19, 2006

Telecomgate in aula


Cose da matti!: Romano Prodi in parlamento a riferire sul caso Telecom. Appuntamento il 28 settembre, alle 15 a Montecitorio. (pranzo al sacco)
Clamorosa sconfitta: quella che subisce in serata l'Unione al Senato, dove passa - con 151 voti a favore, 148 contrari ed 1 astenuto - la proposta di Forza Italia di anticipare il dibattito il 21 a Palazzo Madama. La richiesta di Forza Italia approvata dal Senato contiene «un invito al premier a presentarsi in aula». si sbrighi. ET

Emanuele II Paleologo


«Mostrami pure ciò che Maometto ha portato di nuovo, e vi troverai soltanto delle cose cattive e disumane, come la sua direttiva di diffondere per mezzo della spada la fede che egli predicava».

Domanda & risposta


E' opportuno mettere a repentaglio la sicurezza dei cristiani nel mondo, pronunciando passi di un testo medioevale, che si prende la briga di mettere in discussione l'operato di Maometto?
Giovanni Paolo II sarebbe stato tanto imprudente da pronunciare un dicorso accademico tanto pericoloso? ET

Telecomgate & bugie


Una Cina sfortunata per il governo. Vi è arrivato dicendo che dell'affaire Telecom non sapeva nulla e i quotidiani lo hanno smentito pubblicando le 28 pagine del piano di scissione della rete predisposto dal consigliere di Prodi, Angelo Rovati. Il premier ha sostenuto che riferire della vicenda alle Camere sarebbe stato «da matti» e dopo poche ore, su pressione degli stessi alleati di governo, si è dovuto piegare a un'informativa urgente che si terrà probabilmente giovedì

Sunday, September 17, 2006

Un addio...


Oriana 1929-2006

Saturday, September 16, 2006

Telecomgate


In campagna elettorale Mr. Prodi andava dicendo: "E' il momento per la politica di fare un passo indietro per allontanare da se i sospetti di collusione con i grandi centri economici".
Abbia per lo meno il coraggio, appena fatto ritorno dalla Cina, di riferire (di persona) in parlamento, e non ci venga a raccontare che non ne sapeva nulla... ET

Le parole di Benedetto XVI a Ratisbona


Oggi su "Il Giornale" Andrea Tonelli, rivolgeva a padre Samir Khalil Samir, uno dei massisimi esperti cattolici dell'islam, una domanda che centra il bersaglio: "non crede che sarebbe stato opportuno, per evitare fraintendimenti e reazioni, non fare la citazione riguardante Maometto?". Risposta: "se si trattava di un'omelia o un'enciclica, si. Ma qui si trattava di un discorso accademico, con citazioni e commenti.[...]" Sono d'accordo con lui. Qualsiasi persona moderata e di buon senso non può che essere d'accordo con padre Samir, ma anche, va da sè, con l'intera ed interessante lezione tenuta da Benedetto XVI.
Ma quando l'interlocutore è il musulmano non moderato (anzi fondamentalista), e di poco buon senso, non ci si può certo aspettare che elogi il suo discorso accademico. E non si può cadere dalle nuvole, se il musulmano s'incazza, scende in piazza, minaccia e protesta. Il Santo Padre non poteva non sapere, data la sua intelligenza ed esperienza, che quelle parole avrebbero creato "polemiche". Mi allineo quindi con il NY Times, che definisce "tragiche e pericolose" le Sue parole, e chiede un formale mea culpa, sollecitandolo a porgere le sue scuse. ET